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Sat Feb 23

Silvio Viale, candidato radicale

Bazarov segnala questa intervista a Silvio Viale, prossimo candidato radicale nelle liste del PD. Se avete dubbi su come si possano dire tutte le cose giuste e allo stesso tempo fare una pessima figura, al limite del compromettere il proprio futuro politico, leggetela. Se i candidati radicali sono questi, sarà davvero difficile che mi penta di non sostenerli.

Particolarmente ottuse le ultime risposte:

Lei è favorevole anche all’eutanasia?
«Assolutamente sì. E c’è di più».
Cosa?
«Sono convinto che pure per quella non resta che aspettare. Come successe per la Ru486. Io nel 2001 dissi: non ho fretta, arriverà. E ci siamo. Così succederà per l’eutanasia: arriverà».
I radicali l’hanno candidata per la corsa al Partito democratico: è ufficiale?
«Non ci sono veti sul mio nome».

“E c’è di più”. Sembra un bambino birichino che non riesce a resistere alla tentazione di confessare l’ultima marachella.

“Io nel 2001 dissi: non ho fretta, arriverà”. Brutto coglione: le cose sono due. O davvero ci tieni alla liberazione femminile, e allora dovresti averne, di fretta - ti dovrebbe prudere il culo. Oppure te ne frega meno di niente, e allora risparmiaci interviste e candidatura, che i radicali meritano di meglio.

“Non ci sono veti sul mio nome”. Una di quelle cose che in politica non si dice mai. Ma forse, di questo tipo di ingenuità, dovremmo rallegrarci.